“All’inizio avevo un po’ di paura e per me il Servizio civile era un piano B. Ma ho imparato ad ascoltare e a fare cose nuove, sono molto grato di questa esperienza”.
Fabio Ricci ha 29 anni, vive a Viserba e da dieci mesi svolge il servizio civile alla Caritas di Rimini, nella storica sede di via Madonna della Scala.
CoRNer lo ha incontrato e gli ha rivolto qualche domanda per raccontarvi la sua esperienza.

Come hai deciso di fare il Servizio Civile?

Ne avevo già sentito parlare, ma per me in realtà è stato inizialmente un piano B. Dovevo proseguire un tirocinio presso Acer Rimini ma questo non è stato possibile, e così ho pensato che il Servizio civile potesse essere una buona alternativa e opportunità. Ho fatto un colloquio anche con la Fondazione Meeting ma l’incontro con Caritas Rimini è stato decisivo: potevo avere l’opportunità di incontrare persone fragili, offrire il mio aiuto e fare un’esperienza diversa dalle precedenti. Io ho sempre fatto un lavoro d’ufficio, alla Caritas sarebbe stato tutto nuovo.

Ti ricordi il primo giorno? Che sensazioni avevi?

Il primo giorno avevo un po’ di paura all’idea di entrare in un nuovo ambiente, conoscere nuovi colleghi. Ma ci hanno subito messo a nostro agio. Dal secondo giorno siamo poi entrati nel vivo del progetto.

Di cosa ti occupi concretamente durante la giornata?

L’attività principale che svolgo è quella di portineria: mi occupo dell’accoglienza delle persone che chiedono aiuto. Spesso affianco anche i volontari e le volontarie del Centro di ascolto, la cui responsabile è Suor Adele. Altre volte mi è stato chiesto di occuparmi anche delle pulizie e del riassetto della mensa. Durante l’estate ho collaborato con l’Osservatorio: un’attività che mi è piaciuta molto perché ho avuto l’opportunità di imparare a usare il gestionale di Caritas imparando molte cose nuove.

L'ingresso della Caritas di Rimini con la scalinata colorata con le parole di Sant'Agostino

L’ingresso della Caritas di Rimini

Hai mai incontrato delle difficoltà?

Io cerco di andare d’accordo con tutti, di impegnarmi e mettermi in gioco. A volte capita che le persone che si rivolgano alla Caritas siano un po’agitate e mi è capitato di avere un po’di paura, ma non è mai successo nulla di grave o pericoloso. Quando le persone si innervosiscono cerchiamo di tranquillizzarle e far capire loro che il nostro compito è solo quello di aiutarle.

Qual è un momento che ricordi con piacere?

Questa estate abbiamo allestito uno stand nell’ambito del Meeting alla Fiera di Rimini: è stato divertente, abbiamo incontrato tanta gente. Non ero mai stato al Meeting e ho potuto visitare i vari padiglioni e fare una bella esperienza.
Un’altra cosa che mi piace molto è ascoltare le storie del Centro di ascolto: storie spesso drammatiche, che mi colpiscono, in cui mi immedesimo. Mi fanno riflettere e sentire molto fortunato.

Questa esperienza influenzerà il tuo futuro o il tuo lavoro?

Ogni esperienza aiuta a crescere e sono sicuro che anche il Servizio civile mi offrirà un tassello in più per le future esperienze di lavoro.

C’è stato un incontro con una persona che ti ha lasciato qualcosa dentro?

Mi sento molto riconoscente nei confronti di Paola, la nostra responsabile. È una persona che ti sa accogliere a braccia aperte, tranquilla, buona, simpatica e gentile. Mi ha subito messo a mio agio e non è mai scocciata se le faccio una domanda.
Si è creato un bellissimo legame anche con un’altra volontaria del Centro di ascolto, Fernanda. Affiancarla mi ha fatto imparare tante cose, sa come relazionarsi con le persone anche con piccoli gesti come offrire una caramella. Non è mai aggressiva o ansiosa. Penso che si sia subito affezionata a me, mi chiede come sto, condividiamo anche le cose che ci succedono fuori dal lavoro e questo mi fa molto piacere.

Consiglieresti il servizio civile a un amico o a un’amica?

È un’esperienza da fare, che ti lascia qualcosa dentro e ti fa sentire parte di un progetto più grande, soprattutto se svolto in una realtà come quella della Caritas. È un anno di impegno, ricevi un compenso e hai l’opportunità di aiutare un ente. Ti sentirai molto grato per avere aiutato qualcuno.

Ci metto un anno: cosa dicono i giovani che hanno scelto il servizio civile. Grazie a Fabio per la sua storia.

Foto e racconto a cura di Silvia Sanchini

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