Apre i battenti venerdì 12 giugno a Rimini e si conclude domenica 14 giugno la XIX edizione di “Mare di Libri. Festival dei ragazzi che leggono”. Un evento unico in Italia, dedicato a ragazzi e ragazze adolescenti, protagonisti come volontari e organizzatori.
Tra questi c’è Laura Gennaretti: sedici anni, ha appena concluso la seconda al Liceo Einstein, scrive per il giornale della scuola “Utopia” e fa volontariato nella sua parrocchia.
La passione per i libri l’ha portata a incontrare questo Festival e a diventarne parte attiva.
Come hai scoperto Mare di Libri?
Ho conosciuto il Festival grazie a mia sorella maggiore: lei era felice di questa esperienza e mi ha contagiato con il suo entusiasmo.
Ho iniziato frequentando i Circoli di lettura durante l’anno e poi, una volta cominciata la Scuola Superiore, sono diventata vera e propria volontaria del Festival.
Che posto hanno i libri nella tua vita?
Leggo tanto, da quando sono piccolissima. Il primo libro che ho letto quando avevo solo sei anni è stato Harry Potter: ho divorato tutta la saga. Siamo una famiglia di lettori, in casa mia scherziamo dicendo che l’unica cosa che ci manca è più spazio nella libreria! Questo mi ha aiutato molto a sviluppare la mia passione.
Si dice spesso che i ragazzi e le ragazze leggano poco. Tu cosa ne pensi?
Purtroppo, spesso è vero. Molti vedono la lettura come una cosa strana, un po’ “da sfigati”, non pensano che leggere possa essere anche divertente. Su questo credo che influisca anche il rapporto con la lettura che sviluppiamo a scuola: costringerci a leggere un libro non ci aiuta a provare interesse o curiosità.
Cosa fa concretamente una volontaria di Mare di Libri?
Siamo 100 volontari delle scuole medie e superiori, ognuno ha un compito ben preciso che viene scelto al ritiro di formazione in base alle nostre inclinazioni e ai nostri talenti. Io sono nella “Squadra Autori”: il mio compito è quello di tenere i rapporti con scrittori e scrittrici, accoglierli, fare in modo che vivano una bella esperienza nei giorni del Festival oltre ad occuparci della logistica.
C’è un momento che aspetti con particolare emozione ogni anno?
Attendo tutto l’anno con trepidazione le 72 ore del Festival. Sono giornate che mi riempiono il cuore, mi fanno sentire molto grata. Posso incontrare ragazzi e ragazze da tutta Italia e insieme ci sentiamo parte di un mondo molto più grande di quella cameretta in cui leggiamo i nostri libri.
Qual è la cosa che ti piace di più del Festival?
Essere volontaria di “Mare di Libri” significa per noi ragazzi e ragazze adolescenti assumerci grandi responsabilità. Gli adulti hanno un ruolo solo marginale, siamo noi i veri protagonisti: dalla scelta degli ospiti da invitare all’organizzazione, dalle domande da rivolgere agli autori alla redazione del giornale ‘L’eco del mare’.
Siamo un gruppo unito da un unico obiettivo. Non accade in altri contesti di avere da parte dei più grandi tutta questa fiducia e questo spazio.
Inoltre, mi piace tantissimo che al Festival ci siano eventi riservati solo a noi ragazzi, vietati agli adulti. Penso ad esempio ai dibattiti, in cui abbiamo la possibilità di esprimerci in uno spazio sicuro, solo per noi, sentendoci più liberi di parlare.
Alice Bigli, la presidente del Festival, e i volontari adulti a partire dalla mia capo squadra Margherita sono come fratelli maggiori: ci ascoltano, chiedono il nostro parere, ci fanno sentire partecipi.
Se un ragazzo o una ragazza stesse pensando di fare volontariato a Mare di Libri, cosa gli/le diresti?
Innanzitutto, lo/la inviterei a partecipare a questa edizione, per vedere quello che facciamo e farsi un’idea.
È l’occasione per conoscere autori e autrici straordinari, provenienti da diverse parti del mondo.
Tra noi si crea un clima molto bello: non per forza dobbiamo essere tutti amici, ma creare un ambiente di collaborazione e accoglienza.
Penso alla cucina che allestiamo nel cortile della Chiesa di S. Agostino: grazie all’aiuto di alcuni volontari mangiamo insieme, giochiamo a carte, ripassiamo i nostri compiti, ci riposiamo tra un evento e l’altro. Per tre giorni il Festival diventa la nostra casa.
C’è un libro che consiglieresti ai ragazzi e alle ragazze della tua età?
Non ho dubbi: tutti dovrebbero leggere ‘Saresti così bella’ di Holly Bourne. Un romanzo distopico, un mondo in cui le ragazze per essere considerate devono seguire la ‘Dottrina’ e adattarsi a standard di bellezza altissimi. Le due protagoniste Belle e Joni sono agli opposti, ma entrambe soffrono per queste pressioni sociali.
È un libro importante per educarci a superare pregiudizi, stereotipi, sessismo.

Perché una ragazza della tua età sceglie di passare un weekend estivo facendo la volontaria a un festival letterario?
La cosa più bella è che ogni anno scelgo il Festival liberamente, nessuno mi costringe. È un’esperienza che mi fa stare bene, mi fa sentire viva, capace, all’altezza, valorizzata.
Dietro ad ogni libro c’è un mondo che mi piace scoprire.
Al Festival ho costruito legami di amicizia importanti che proseguono poi anche durante l’anno.
Continuiamo a leggere insieme ai Circoli, ci sentiamo, ci consigliamo libri.
In questo modo è come se “Mare di Libri” durasse tutto l’anno.
Infine, sto scoprendo anche una realtà lavorativa che magari potrebbe interessarmi anche quando sarò più grande.
A cura di Silvia Sanchini
Per scoprire il programma completo di Mare di Libri 2026 e partecipare: https://maredilibri.it/