Cercando le parole capisco chi sono.
Trovo un senso.
Scrivo storie nuove.
Ok, ora basta spoiler e anticipazioni. Ma queste parole, ascoltate a Casa Pomposa durante un pomeriggio trascorso insieme ai ragazzi e alle ragazze del progetto «Rimini Beat – Suoniamo in rete», continuano a risuonare in noi.
Questa volta Chiacchiere e PopCoRNer raddoppia: abbiamo avuto la fortuna di ascoltare due voci, quelle di Emma Delvecchio e Davide Pajaro.
Emma ha 19 anni, un diploma al Liceo Serpieri di Rimini, gioca a basket e suona la batteria in alcune band. Tra poco inizierà una nuova avventura al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Ravenna. Davide, 18 anni, frequenta l’ITTS Belluzzi-Da Vinci di Rimini e suona la chitarra.
Entrambi hanno scelto il laboratorio gratuito di «Scrittura e produzione musicale», condotto da Gianluca Morelli e Chiara Raggi di Musica di Seta APS.

I ragazzi e le ragazze che partecipano al laboratorio di Rimini Beat con Chiara Raggi e Gianluca Morelli – Casa Pomposa ottobre 2026
Nello storico centro giovani e spazio culturale riminese, tra graffiti e un continuo via vai di persone, ci raccontano la loro passione, le aspettative e il desiderio di trasformare la musica in qualcosa di più.
Come è nata la vostra passione per la musica?
Davide: Sin da piccolo, ascoltando tanta musica, anche grazie a mio fratello maggiore. Alle scuole medie ascoltavo musica elettronica e hip hop. Poi ho iniziato ad ascoltare anche rock e indie, spaziando molto.
Emma: Non sono stati i miei genitori o la mia famiglia a trasmettermi questa passione, ma è stato qualcosa che è partito da me. Da piccola ho chiesto in regalo una batteria giocattolo e non ho più smesso di suonare! Anch’io ho ascoltato tanta musica, soprattutto cantautorato.
Come siete venuti a conoscenza del corso di Rimini Beat?
Davide: Grazie a un’amica.
Emma: Io tramite l’account Instagram dell’assessora alle Politiche giovanili del Comune di Rimini, Francesca Mattei. Ho subito pensato: «Finalmente qualcosa per noi, di gratuito!». Aspettavo da tempo un’opportunità di questo tipo, perché corsi come questi di solito sono a pagamento e per noi giovani è difficile poterseli permettere.

Emma e Davide all’ingresso di Casa Pomposa
Che cosa state imparando grazie a questo corso?
Emma: È un corso molto interessante: ho ricevuto tante informazioni che altrimenti non avrei saputo dove trovare. Per questo non vedo l’ora di frequentare anche il prossimo corso per «Tecnico del suono». Sono competenze molto importanti da apprendere, per diventare sempre più autonomi nel nostro lavoro di musicisti.
Certo, sono corsi brevi e non esaustivi, ma sono gratuiti, ci sono docenti bravissimi e per me rappresentano un inizio molto importante.
Davide: A me piace l’idea di incontrare altri ragazzi e ragazze con la mia stessa passione. Da solo non saprei come raggiungerli, anche perché non mi sento ancora così bravo con la chitarra. So che ci sono tanti ragazzi che amano la musica come me, ma non sempre è facile incontrarci. Invece poter condividere questa esperienza è bellissimo.
Secondo voi, a Rimini ci sono abbastanza spazi e opportunità per i giovani che vogliono fare musica?
Emma: È molto difficile suonare dal vivo nei locali. Spesso ci promettono una cena in cambio, ma non basta per chi vuole fare questo mestiere. Puoi accontentarti all’inizio, ma io voglio che questo diventi per me un vero e proprio lavoro: dovrebbe essere retribuito come ogni altro lavoro.
Davide: Lo stesso vale per me. Non dico: «Vorrei fare il musicista», ma dico: «Voglio fare il musicista». Per me è una certezza. È difficile e so che ci vorranno tempo e pazienza, passione e studio, ma questo non mi spaventa. Spero però che il contesto intorno a me mi apra delle porte.
Che cosa ne pensate della canzone che state scrivendo insieme agli altri ragazzi e ai vostri insegnanti?
Davide: È un pezzo bellissimo. Se dovessi raccontarlo con un’immagine, direi che è come un prato verde al tramonto, con persone che camminano o corrono e si divertono.
Emma: Proprio così. È una canzone serena, positiva, orecchiabile. Mi aiuta a pensare che un giorno potrò farcela!
Ma che cosa significa scrivere una canzone insieme a circa venti ragazzi e ragazze? Lo abbiamo chiesto a Chiara Raggi, cantautrice, autrice e musicista, quest’anno finalista alle Targhe Tenco per il miglior album in dialetto.
«Abbiamo scelto un tema comune», ci spiega, «che ovviamente per noi era la passione per la musica, la voglia di farcela. Scrivere insiemev significa ascoltarsi, accettare anche le osservazioni degli altri e saper fare sintesi. È un esercizio molto bello e questi ragazzi e ragazze stanno facendo davvero un ottimo lavoro».
Manca poco e potremo ascoltare il frutto del loro impegno. Aggiunge Chiara: “Il 22 dicembre, al Teatro degli Atti, verrà presentata per la prima volta la canzone nata da questo percorso e cantata dal vivo dai ragazzi”.
Nel frattempo, proseguiranno anche i laboratori di «Tecnico del suono» al CSA Grotta Rossa e di «Social media e strategie di comunicazione» al Centro giovani RM25. In programma anche una giornata in studio di registrazione al LayStudios.
Le parole stanno diventando musica. E l’avventura continua.
A cura di Silvia Sanchini
Scopri l’associazione Musica di seta >> https://www.musicadiseta.com/
I laboratori di Rimini beat >> https://www.cornergiovani.it/2026/10/rimini-beat-quattro-laboratori-gratuiti-per-trasformare-la-passione-per-la-musica-in-qualcosa-di-reale/
Foto: Silvia Sanchini








