Dopo la laurea si sentiva “nel caos”.
Oggi lavora tra cinema, teatro e cultura nel cuore di Santarcangelo. La nostra terza storia è quella di Alice Molari: 24 anni, una laurea in Comunicazione e Digital media all’Università di San Marino e dallo scorso maggio protagonista di un progetto di Servizio Civile con l’associazione Santarcangelo dei Teatri, grazie ad Arci Servizio Civile.

Come hai preso la decisione di intraprendere questa esperienza?

Dopo la laurea, un’esperienza di sei mesi in America e piccole esperienze di lavoro non sempre soddisfacenti mi sentivo nel caos, non sapevo bene quale strada intraprendere.
Da anni conoscevo e frequentavo il Santarcangelo Festival come volontaria: per me era una boccata d’ossigeno, una finestra aperta sul mondo. Quando ho saputo che c’era la possibilità di candidarmi per svolgere il Servizio Civile in questa realtà non me la sono fatta sfuggire.

Quali attività svolgi per Santarcangelo dei Teatri?

L’attività più importante durante l’anno è, naturalmente, il Santarcangelo Festival che ogni anno porta eventi, artisti, spettacoli da tutto il mondo nella nostra cittadina. Per il Festival mi sono occupata della biglietteria e dell’infopoint, entrando in contatto con i partecipanti e il pubblico internazionale di questo evento.
Il secondo cuore della mia esperienza è l’attività di C’entro – Supercinema di Santarcangelo. Qui affianco la coordinatrice, Francesca Bigucci. Ho scoperto una realtà molto più complessa ma ancora più bella di quello che pensavo: è molto più di una sala cinema, è un luogo di cultura, pieno di vita, dove si svolgono eventi e convergono molte realtà.
Nel tempo Francesca mi ha dato sempre più autonomia e responsabilità: per esempio mi occupo anche della gestione dei social, sfruttando la mia laurea in comunicazione.
Siamo fortemente connessi anche con gli altri volontari del Servizio Civile e questo ci permette di fare rete e collaborare.

C'entro Supercinema di Santarcangelo

C’entro Supercinema di Santarcangelo

Hai incontrato delle difficoltà in questi mesi?

Non ero molto abituata a interagire con delle persone più grandi e, per rispetto dei ruoli, non sapevo se avrei potuto esprimermi e dire la mia in questo contesto.
Invece è stata una bellissima soddisfazione sentirmi capace di dialogare anche con il direttore artistico del Festival, con l’amministrazione comunale e con le altre istituzioni. Mi sono sentita accolta e ascoltata, ho potuto portare le mie idee e il mio punto di vista.
Certo, in occasione degli eventi, ci sono momenti di forte stress da imparare a gestire. Ma siamo un gruppo unito e mi sento molto fortunata.

Quali invece le principali soddisfazioni?

La soddisfazione più bella è stata quella di veder realizzare proprio una mia idea, quella delle colazioni al cinema. Per me vedere un film la mattina è un modo di vivere la visione completamente diverso, speciale. Devo ringraziare Francesca e tutto lo staff per avermi dato questa possibilità di sperimentare.
Oltre a questo, ho tanti ricordi belli di questi mesi: per esempio gli eventi in notturna del Festival (“Imbosco”) o gli spettacoli in location inedite come all’ex Corderia o all’ex Buzzi. Ma anche semplicemente quando, durante la rassegna, il nostro ufficio diventa un po’ la nostra seconda casa, condividiamo ogni momento e si sperimenta un forte senso di coesione.
Non dimenticherò mai anche la festa di fine stagione lo scorso giugno al Cinema: musica, cibo e tantissime persone in mezzo alla strada per partecipare a questo evento. Mi ha riempita di orgoglio.

Piazza Ganganelli a Santarcangelo

Piazza Ganganelli a Santarcangelo

A chi consiglieresti di svolgere un’esperienza come quella del Servizio Civile?

Lo consiglio a tutti: è un’esperienza compatibile anche con altre attività di studio o di lavoro ma che ti permette di allargare la tua rete di amicizie, contatti e conoscenze.
Spesso per noi giovani è difficile essere ascoltati e trovare realtà accoglienti: anche nell’ambito della cultura c’è spesso una resistenza al cambiamento, si incontra a volte l’ostacolo di chi ci dice “si è sempre fatto così”, di adulti che non mollano la presa.
Io ho avuto invece la fortuna di incontrare persone che hanno fatto la differenza e che mi hanno offerto grandi opportunità di crescita e apprendimento.
Penso che noi ragazzi e ragazze abbiamo bisogno di fare esperienze concrete, sentirci capaci di poter lasciare un segno reale. E sono felice di averlo potuto fare in un contesto così stimolante e così bello e proprio a Santarcangelo, la mia città.

Ci metto un anno. Per Alice il Servizio civile è cinema, teatro, cultura, nuove conoscenze e opportunità. Se hai tra i 18 e i 28 anni questa storia potrebbe diventare anche la tua.

A cura di Silvia Sanchini

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