Il 3 settembre 2026, all’Ex Cinema Astoria di Rimini, Luca Fol aprirà il concerto di Angelica Bove nell’ambito del Festival “Le Città Visibili”. Il Festival dedica quest’anno un’attenzione particolare alle giovani artiste e ai giovani artisti del territorio, con l’Astoria come hub culturale e palcoscenico di numerosi eventi.
Luca Fol, 31 anni, è un cantautore e polistrumentista riminese. Dopo aver pubblicato due album in inglese, dal 2020 sceglie di scrivere in italiano, mescolando cantautorato, electropop e sonorità synth-pop. Nel 2022 pubblica Io sono meno inglese di thè, che lo porta fino ai Bootcamp di X Factor e alla finale del Premio Fabrizio De André. Nel 2024 esce l’album Luca Fol, seguito da un tour tra club, festival e teatri. Negli ultimi anni arrivano diversi riconoscimenti, tra cui la vittoria al Meeting Music Contest 2024 e al Premio InediTO 2025. Nel giugno 2026 pubblica Nichilista, primo assaggio del nuovo progetto discografico.
Il 3 settembre presenterà inoltre in anteprima assoluta il singolo “Ultimo ricordo”, in uscita il 4 settembre su tutte le piattaforme.
Lo abbiamo intervistato per CoRNer, in un nuovo appuntamento della nostra rubrica “Chiacchiere e PopCoRNer”.

Luca, che rapporto hai con la città di Rimini?

Sono nato e vivo a Rimini, ma con uno sguardo sempre aperto al mondo. Mi piace vivere qui e non escludo di restarci anche in futuro, ma tenendo sempre la porta aperta.
Di Rimini amo più di tutto i colori autunnali e il grigio e la nebbia proprio come nei film di Fellini, molto più dell’immagine estiva e patinata.
Dal punto di vista culturale in passato la scena musicale riminese ha avuto la fortuna di ospitare realtà uniche come quelle dello “Slego” e del “Velvet”. Oggi il contesto è più complicato ma c’è ancora una ricca scena di giovani e adulti che fanno musica nella nostra città, ci sono diversi locali anche nati recentemente in cui si suona dal vivo come l’Hobo’s, l’Enoteca Quattrocento o RiTMi club.
E poi ci sono Festival come “Le Città Visibili”, una realtà preziosa da sostenere.
Si crea cultura anche così: creando relazioni di amicizia tra musicisti, partecipando, suonando, andando ai concerti.

Quali sono le principali difficoltà che un giovane musicista e cantautore deve affrontare per emergere?

Dopo oltre dieci anni di concerti ed esperienze, comincio ad avere più chiaro il mio progetto artistico. L’ambiente della musica è particolare, ma stanno capitando delle cose interessanti.
Per tanti anni ho fatto una vera gavetta: ho suonato ovunque, dal ristorante al Festival, dal piccolo paese al concorso musicale, anche davanti a un pubblico di poche persone.
Oggi posso selezionare meglio le esperienze che voglio vivere. Ho ancora tanta strada da fare, ma sono più consapevole.
Non sono nessuno per dare consigli, ma se dovessi parlare a un altro giovane artista direi questo: trova il tuo linguaggio. Il successo dipende principalmente dall’avere qualcosa da dire, una propria personalità. L’unica formula vincente è essere autentici e originali, in modo che chi ti ascolta possa riconoscerti.
Consiglierei inoltre a tutti di conoscere almeno uno strumento, per avvicinarsi anche alla dimensione più fisica della musica.

Da dove trovi ispirazione per la tua musica? Cosa stimola la tua creatività?

Mi basta entrare in un ufficio postale e osservare quello che succede.
Mi piace guardare la realtà intorno a me, le persone, la società.
Per me fare musica è innanzitutto vivere: relazioni, opportunità, incontri.
Significa anche riflettere e prendere posizione, denunciare quello che non ci piace.
Mi ispiro a un artista come Woody Allen: al suo cinismo, alla sua ironia e alla sua intelligenza.
Un cantante deve saper raccontare quello che accade nel mondo, avere uno sguardo sulla contemporaneità.

Cosa significa per te suonare davanti al pubblico della tua città, Rimini, a Le Città Visibili?

Sono molto emozionato e desidero sinceramente ringraziare Tamara Balducci per la selezione musicale e teatrale che ogni anno porta a Rimini in occasione del Festival e per avermi scelto.
A questa gratitudine si aggiunge la gioia per la possibilità di suonare all’Astoria: era il mio sogno da bambino suonare dentro a un cinema e trovo incredibile poterlo realizzare, portando su quel palco in anteprima anche una nuova canzone e collaborando con Angelica Bove, artista che stimo per la sua raffinatezza ed eleganza.

E allora ci vediamo all’Astoria. Grazie a Luca per aver parlato con noi di musica, di Rimini e degli spazi che una città può offrire a chi vuole trasformare una passione in un percorso artistico.

A cura di Silvia Sanchini

Prenota il concerto di Angelica Bove e Luca Fol: https://www.lecittavisibili.com/project/angelica-bove-in-concerto/

Consulta il programma 2026 del Festival Le Città Visibili: https://www.lecittavisibili.com/

Segui Luca Fol su Instagram: https://www.instagram.com/lucafolmusica/

Foto Crediti:
Foto di Nat Nieves di Culto Productions
Art direction e costumi di Sonia Formica